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Dettaglio di alcune decorazioni fotografiche presso il centro di cure palliative a Bolzano

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Libri e film consigliati

“La morte amica” di M.de Hennezel

Nella nostra epoca l'idea della morte è spesso rimossa e allontanata come un tabù. Ma è davvero soltanto un evento assurdo, angoscioso, privo di senso?Questo libro è la cronaca di lunghe ore passate in un reparto di cure palliative accanto a malati terminali, un tempo particolarissimo in cui è ancora possibile dare una svolta alla propria vita e confrontarsi con gli altri in modo diverso. Attraverso i casi di vecchi, adulti, giovani e bambini, credenti e non credenti, accomunati da un'unica sorte di sofferenza, ma aiutati a porsi le domande essenziali e a guardare in faccia il loro destino, ci viene offerta una testimonianza eccezionale di amore per la vita.Morire si rivela così un'occasione per vivere con intensità mai provata prima e raggiungere la vera pienezza.

“Sono vivo ed è solo l’inizio” di L.Campanella

La morte è il grande tabù dell'uomo ma, come insegnano gli antichi, è anche l'unica certezza della vita. La società contemporanea prova imbarazzo e fatica a stringersi intorno a chi soffre e non ha più linguaggi per esprimere il dolore, in ogni sua forma, e dargli un senso, mentre la medicina continua a voler guarire il malato spesso senza riuscire a prendersi veramente cura di lui. In questo libro, l'autrice propone un percorso di riflessione filosofico sul senso del vivere e del morire che vale sia come proposta educativa e formativa, sia come possibilità di presa in carico di sé e di chi soffre. Lo scopo è esercitarsi a pensare il limite e partire da questo per trasformare la propria vita, perché la felicità possa diventare una condizione duratura, uno stile di vita, e non solo il risultato fortunato e fortuito della mancanza momentanea di dolore.

“Il grande campo della vita” di F.Cavallari

L'Hospice dell'ospedale Luigi Sacco di Milano è una struttura sanitaria esemplare, specializzata nell'assistenza ai malati oncologici in fase avanzata. Oltre che alla terapia del dolore, gli operatori si dedicano con particolare impegno al sostegno psicologico, religioso e sociale. Le pagine di questo libro nascono dalle esperienze vissute in dieci anni di lavoro e raccolgono storie di pazienti e di chi - medici, infermieri, operatori sanitari - li accompagna. I racconti degli uni si specchiano in quelli degli altri e testimoniano l'importanza di un approccio medico fondato sulla persona e sulla relazione umana, prima ancora che sulla patologia, che permetta ai malati di far emergere la propria personalità e il proprio vissuto. E non è la morte, come ci si potrebbe aspettare, ad avere l'ultima parola. Tra le pieghe di queste vicende, è la vita che vuole essere narrata nelle sue infinite manifestazioni. "Non accompagniamo nessuno alla morte. Sino a quando si vive, si accompagna alla vita", ripetono le volontarie dell'Hospice. Il loro esempio sarà utile a chiunque operi in campo sanitario e nel sociale, là dove il confronto con la malattia genera spesso sconforto e rinuncia, ma sfida anche ciascuno di noi a un duro confronto sul significato dell'esistenza.

“Vivere il tramonto” di A.Pangrazzi

La morte è l'unico momento della vita che accomuna i grandi ed i piccoli; questo libro vuole essere una guida, una compagnia in questo viaggio che attraversa tutte le strade più impervie del concetto di morte. La malattia, la paura, la sofferenza, il disagio, l'angoscia di separazione sono affrontati con il coraggio della realtà e del senso della vita, attraverso un'attenta analisi, attraverso il tentativo di aprire e disciogliere dubbi stretti a volte come nodi. Il libro lascia aperto il canale della comunicazione attraverso dei reali resoconti di persone morenti, con l'impegno di creare uno spazio utile a chi soffre e a chi vive la sofferenza del malato, uno spazio dove filtra una luce intensa come quella della speranza. Un cammino psicologico-pedagogico-pastorale, che affronta le tematiche della spiritualità attraverso un'ottica cattolica e attraverso delle sincere esperienze di assistenza.

“Il dolore inascoltato” di S.Levine

In questo libro veniamo guidati lungo il cammino che porta a incontrare il dolore delle tante perdite che abbiamo accumulato nell’arco della nostra vita: la perdita di persone care, ma anche la perdita delle aspirazioni e delle speranze, dei sogni e illusioni che avevamo coltivato. Ogni nuovo lutto porta con sé anche questa sofferenza più antica, a cui abbiamo sempre cercato di voltare le spalle. In ognuno di noi c’è come un grande serbatoio, ci dice Levine, dove va tutto il dolore per ciò che abbiamo perso e continuiamo a perdere nella vita. Ed è questa la morsa che attanaglia il cuore, spingendoci verso la disperazione e le altre emozioni che emergono quando non sappiamo più perché ci sentiamo come ci sentiamo. Morbidezza, gentilezza, compassione sono le qualità che accompagnano e che maturano lungo il percorso di guarigione che conduce verso il centro del dolore. Potrebbe apparire come un paradosso, ma in realtà è proprio questo tipo di impegno a restituirci la nostra interezza: quasi un’operazione alchemica dove i sentimenti ritenuti negativi come la sfiducia e la paura fioriscono progressivamente nella compassione e nel senso di gratitudine. “Solo un cuore spezzato è un cuore intero” veniva detto nella tradizione chassidica ed ecco che Stephen Levine ci offre in queste pagine la sua calda esperienza, maturata accanto a molte forme di dolore, e suggerimenti preziosi per non essere trascinati via dai gorghi del dolore inascoltato, lontano dalla nostra vera natura.

“Vegliate con me” di C.Saunders

L'hospice è un luogo di cura destinato ad accogliere il malato affetto da patologia cronica e inguaribile. Esso rappresenta non solo un luogo, ma anche una filosofia terapeutica che, attraverso le cure palliative, si propone di intervenire sulle dimensioni fisiche, psicologiche, sociali e spirituali della sofferenza. Il volume è stato scritto dalla fondatrice del movimento hospice; da esso emerge chiaramente il fondamento spirituale cui si rifà chi ha deciso di 'vegliare' accanto a chi è prossimo al 'passaggio' dalla vita alla morte. Una scelta che può dischiudere orizzonti ricchi di speranza per i medici, i malati e i familiari. Il testo raccoglie cinque saggi in cui l'autrice descrive il cammino che l'ha portata a creare il primo hospice di concezione moderna. Riscoprire le origini cristiane delle moderne cure palliative non può essere un limite per chi non vive un'esperienza religiosa, ma costituisce indubbiamente per i credenti uno stimolo forte alla testimonianza.

“Chi Muore ? Quando Si Muore” di S.Levine

L'esperienza di Stephen Levine, maturata negli anni '70 negli Stati Uniti in un contesto in cui si iniziava a prestare la dovuta attenzione ai problemi dei malati terminali e di chi presta loro assistenza, ci conduce verso una nuova prospettiva, solo apparentemente paradossale: a volte è proprio la fase finale della vita che può offrire l'occasione per abbandonare i modelli e i ruoli che tanto rigidamente governano l'esistenza di tutti i giorni, permettendo un'accettazione di rado sperimentata in precedenza.

“La fine del giorno” di G.Battista

Il sesso nell'epoca della sua riproducibilità tecnica - ovvero del Viagra e della giovinezza artificiale. È il tema della breve opera a cui sta lavorando P., in un autoironico gioco intellettuale, quando arriva il fulmine che sconvolge la sua vita: alla compagna, Silvia, viene diagnosticato un tumore non operabile. I quindici mesi che seguono sono un corpo a corpo spossante con la malattia, che ribalta priorità, ruoli, senso. Gli inevitabili, temporanei cedimenti alla disperazione non fiaccano la resistenza coraggiosa di Silvia, che assapora con avidità straziante momenti e sensazioni quotidiani: una passeggiata, una cena con gli amici, un film, una mostra. Fino all'ultimo dei suoi giorni. E mentre P. si confronta con l'universo simbolico e reale della malattia, teso tra scienza e pensiero magico, sprazzi dell'abbandonata ricerca sul sesso si intromettono nei suoi pensieri. Tormentandolo con la frivolezza del dramma estetico dell'invecchiare male mentre Silvia fa i conti con un destino ben più crudele: non poter invecchiare affatto. Dal cortocircuito tra queste due dimensioni, dallo scandalo di questa vicinanza indicibile, eppure inevitabile, tra sesso e morte nasce questo libro. In quest'opera singolare, Pierluigi Battista si confronta con un nodo cruciale della contemporaneità: la tensione tra desiderio e pensiero della fine, tra narcisismo e accettazione del limite. Ed esplora con lucidità appassionata la realtà inesorabile della perdita e la profondità dell'amore.

“Della dignità del morire” di H.Kűng, W.Jens

Nel 1995, anno della sua prima edizione, questo saggio ha scatenato aspre polemiche e accesi dibattiti, tanto da diventare un punto di riferimento imprescindibile, un classico ampiamente diffuso e tradotto. Il teologo Hans Ki'mg e lo storico della letteratura Walter Jens discutevano di una morte che viola la dignità dell'uomo: quella che spegne, talvolta dopo sofferenze prolungate artificialmente dalla medicina, un corpo e una mente piagati da malattie incurabili. Da allora i dubbi, i timori, la diffidenza che accompagnano le pratiche di eutanasia non si sono placati; Chiesa, politica e morale faticano ancora a trovare un punto d'incontro. E Walter jens oggi sta vivendo in prima persona il dramma su cui si interrogava: affetto da alcuni anni da demenza senile, è sprofondato in un mondo al di là del pensiero, al di là delle parole. Nei contributi inediti di questa nuova edizione, Hans Kling, insieme a Inge Jens - la moglie di Walter, che racconta la sua sofferenza e la sua disperata ricerca di una direzione da seguire - tira le fila del dibattito attuale e lancia un appello per una discussione oggettiva, che metta al primo posto l'uomo e la sua volontà, e sopratutto che riconosca al malato la libertà di scegliere come lasciare questo mondo.

“Il dolore Inutile” di Sergio Zavoli

In questi ultimi anni la scienza del dolore ha compiuto notevoli progressi. Sono stati meglio indagati i meccanismi che lo governano e sono stati messi a punto nuovi farmaci che hanno ridotto notevolmente le controindicazioni dei tradizionali antidolorifici. Quello che però ancora fatica a cambiare è il modo in cui viene effettivamente affrontata, giorno dopo giorno, la sofferenza dei malati. Attraverso una serie di interviste, Sergio Zavoli offre un'indagine sulla «cultura del dolore», dalle ricerche in atto alle terapie pratiche fino al dibattito legislativo e al confronto con le realtà di altri paesi.